Boom! Arte moderna ed editoria nella Milano anni ’60 – mostra imperdibile al Museo del ‘900

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BOOM 60! Era arte moderna”, nei nuovi spazi del Museo del Novecento una originalissima mostra promossa dal Comune di Milano fino al 17 marzo 2017. Al centro della scena l’arte tra i primi anni Cinquanta e i primi Sessanta e la sua rappresentazione mediatica, tramite quei canali di comunicazione di massa che proprio in quel periodo esplodono. Un “boom” globale, quei magnifici anni a Milano. Grazie a una ripresa economica che sortì i suoi effetti anche sulle arti e nel mondo della comunicazione facendo del capoluogo lombardo capitale di entrambi.  Siamo nell’epoca d’oro dei rotocalchi, tutti – o quasi – fatti a Milano. “Epoca”, “Tempo”, “Le Ore”, “Oggi”, “Gente”, “L’Europeo”, “Abc”, “L’Espresso”, “Vie Nuove”, “La Domenica del Corriere”, “La Tribuna Illustrata”, “Successo”, “Panorama”, “L’Illustrazione Italiana”, “Settimana Incom Illustrata”, “Lo Specchio”, “Settimo Giorno” che in questi anni raggiungono tirature straordinarie, con una diffusione di gran lunga superiore a quella dei quotidiani. E le riviste ilutrate sono finiscono così per diventare  anche un mezzo di intrattenimento, oltre a essere specchio della mentalità e delle aspirazioni collettive.

Come raccontavano l’arte moderna? “Quella che emerge dalle pagine di queste riviste popolari è un’immagine dell’arte moderna e dei suoi protagonisti alternativa rispetto a quella della critica colta. Le novità artistiche si scontrano con le attese di un grande pubblico molto diffidente nei loro confronti, che le riviste a tratti assecondano nei suoi pregiudizi, a tratti ‘educano’ calando il mondo dell’arte nelle forme della cultura di massa“, affermano i curatori della mostra:a Mariella Milan e Desdemona Ventroni con Maria Grazia Messina e Antonello Negri. Mostra che, e questa  è novità rilevante, inaugura i nuovi spazi espositivi con un percorso articolato tra Arengario e Piazzetta Reale in un “prezioso” allestimento firmato dall’Atelier Mendini.
Nell’ideazione e nella scelta delle opere, oltre a prestiti di Musei e raccolte pubbliche e private, è stato possibile attingere alla ricca collezione del Museo del Novecento: dipinti e sculture del patrimonio civico a partire dalla collezione Boschi di Stefano che, non essendo esposti in modo permanente, risultano in questo modo una affascinante riscoperta.

Questa mostra segna un punto importante di analisi sull’arte del Novecento da una prospettiva inusuale e inaspettata, che porta al recupero di una parte dell’identità della nostra città in un momento di grande ascesa economica e reputazionale: gli anni del boom, appunto – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Ma questo progetto, che si estende nelle sale di Palazzo Reale allargando gli spazi espositivi a disposizione delle nostre temporanee, è importante anche per anticipare la centralità che l’arte del secolo breve avrà nei prossimi anni. Vorrei infatti coinvolgere tutte le istituzioni culturali cittadine per costruire insieme nel 2018 un grande palinsesto lungo un anno dedicato al Novecento italiano, che approfondisca il grande fermento di quel secolo straordinario non solo per l’arte ma anche per tutto il pensiero creativo“.

Nell’allestimento di Atelier Mendini, la mostra restituisce diversi aspetti della cultura visiva italiana tra i ’50 e i ’60 facendo perno sul contesto milanese, centro al tempo stesso della grande editoria commerciale e di una buona parte della ricerca artistica più avanzata. Così circa centoquaranta opere di pittura, scultura e grafica, scelte in relazione al particolare successo nella comunicazione di massa, dialogano in quattro sezioni – “Grandi mostre e polemiche”, “Artisti in rotocalco”, “Artisti e divi”, “Mercato e collezionismo” – con le più diffuse illustrazioni fotografiche e televisive delle opere stesse e dei loro autori.

Una corposa sezione documentaria, come una grande “edicola” d’altri tempi, presentainvece al pubblico, nella sala Archivi del Museo, le riviste e i loro diversi modi di raccontare l’arte moderna, dalle copertine alle inchieste, dalle rubriche di critica alla pubblicità, dall’illustrazione all’uso dell’immagine fotogiornalistica, insieme a una selezione di opere.

 

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