Clinton Vs Trump: i candidati meno amati dagli artisti

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Sembrano passati anni luce da quando Shepard Fairey, in arte Obey, cominciò a giocare col volto dell’allora candidato Barack Obama. Era il 2008, l’intento dello street artist era chiaramente celebrativo.  Non possiamo dire quanto quelle immagini in quadricromia, presto divenute popolarissime, contribuirono all’affermazione elettorale del presidente democratico, obey-obamacerto che dopo le elezioni Obama ringraziò e di fatto quei ritratti ebbero un ruolo importantissimo nell’affermazione dell’immaginario obamiano, tant’è che il critico d’arte Peter Schjeldahl si spinse a definire il poster “la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam“. Questione di carisma, che è cosa non distante dalla speranza. Roba di un secolo fa.

Nella campagna elettorale che va a chiudersi, quella che passerà alla storia come la più velenosa e animata dai due protagonisti meno amati dalle stesse parti che rappresentano, gli artisti hanno perso ogni intento glorificatore. C’è da capirli. Nemmeno la storica possibilità di avere la prima donna alla Casa Bianca, ha ispirato qualche creativa di buona volontà a celebrare Hillary Clinton. Perlomeno non risulta pervenuta. La candidata democratica è stata bellamente ignorata, anche se non del tutto a dire il vero. La ritroviamo, ad esempio, ritratta accanto al suo nemico Donald Trump in una composizione collage di Mark Wagner dove i volti dei due candidati sono fatti interamente di banconote ( “HILLARY Billary vs. DOLLAR Donald”, nella foto di testa). Una chiara dichiarazione sugli interessi del capitalismo intrecciato con le elezioni americane.
Discorso a sé merita invece Trump.  Un’immagine pacchiana ed eccessiva (capelli cotonati, pelle a buccia d’arancia, mani piccole) unita a dichiarazioni becere e irritanti, hanno scatenato la fantasia degli artisti di mezzo mondo. E in molti casi, adoperando linguaggi fuori da ogni metafora, i creativi si sono espressi con quei toni bassi tanto familiari al palazzinaro miliardario ex star dei reality show. Una gogna? Forse. Comunque meritata, non fosse altro perché Trump è stato capace di offendere mezzo mondo. Il difficile è stabilire chi ci sia andato più pesante.  Il britannico James Ostrer, ad esempio, ha realizzato un ritratto di Trump con il muso di un maiale (vero), occhi di pecora, un croissant mangiato a metà, pesce crudo, pezzi di macerie ricoperte di foglia d’oro e una tuta spruzzata con petrolio greggio a completare il look in una accozzaglia disgustosa di sorprendente somiglianza.  “Ho voluto creare un’icona visiva del delirio di onnipotenza che ha ottenuto al punto in cui il suo bisogno di attenzione è prevalente ogni tipo di rapporto o di cura per chiunque altro nel mondo“, ha detto l’artista alla Reuters.  Un altro inglese, Conor Collins, gli ha fatto un ritratto componendo le dichiarazioni offensive del candidato, i suoi discorsi razzisti, ignoranti e sessisti in un unico pezzo.  Gli street artist si sono sbizzarriti variamente con l’immagine di Trump: per Hanksy è semplicemente una deiezione sulla quale volano mosche, per Pegasus è Hitler e così via.
Riprendendo l’immagine muro di Berlino del celebre bacio tra Leonid Brezhnev e Erich Honecker, il lituano Mindaugas Bonanu, ha dipinto un murale di Trump e Putin che si baciano. Eloquente commento sul tipo di alleanze che il repubblicano potrebbe intrattenere.
Illma Gore invece lo ha dipinto nudo con un pene piccolissimo e per questo si è anche beccata il pugno di un sostenitore del repubblicano.  Più complessa e certo più struggente, l’installazione realizzata da David Gleeson e Maria Mihelic a Jacumba Hot Springs, in California, dove hanno realizzato un tratto di muro lungo il confine con il Messico. Una visone del famigerato muro che il candidato promette di realizzare. Per innalzarlo hanno utilizzato corde, scale e scarpe trovate nelle vicinanze.
L’elencazione degli artisti che odiano Trump potrebbe andare ben oltre, ci fermiamo qui con la consapevolezza che il flirt senza tempo tra arte e potere, nato coi faraoni e forse ancor prima, continuerà a dispetto degli artisti stessi, fino alla fine dei tempi. Se Trump dovesse farcela troverà il suo modo per farsi celebrare dai cortigiani di turno, l’amara certezza è questa. (Antonella Durazzo)

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