Dai bombardamenti alla ricostruzione: la rinascita di Milano in immagini [FOTOGALLERY]

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Milano, storia di una rinascita. 1943–1953 dai bombardamenti alla ricostruzione”, a Palazzo Morando fino al 12 febbraio una mostra che attraverso 170 immagini d’epoca, video, documenti, reperti bellici, documenta un decennio cruciale per la storia recente del capoluogo lombardo, dal 1943 al 1953. Curata da Stefano Galli, la mostra è organizzata dall’Associazione Spirale d’Idee e promossa da Comune di Milano.

Le macerie ancora fumano, la guerra non è ancora finita, la città sanguina piegata sotto i bombardamenti alleati. E’ questo l’inizio del racconto di una rinascita, di una città che dalle sue ferite è ripartita per dando vita se non alla sua stagione più felice, di certo la più eroica del ‘900, “una stagione esaltante nella quale Milano diventa non solo artefice del proprio riscatto ma motore per quello dell’intero Paese”, sintetizza il curatore. Una rinascita che vive in due eventi simbolici su tutti, il concerto di Toscanini alla Scala nel 1946 e, nel 1953, l’arrivo di Guernica a Palazzo Reale per una esposizione, favorita dai buoni uffici del PCI con Pablo Picasso, la cui eco oggi ancora emoziona. Esposta nella sala delle Cariatidi, distrutta dai bombardamenti, l’opera che più d’ogni altra al mondo simboleggia gli orrori della guerra non tornerà più a Milano.

La voce narrante di questa storia lunga 10 anni, sono le immagini. Una sequenza di 170 scatti in bianco e nero che si apre con i grandi bombardamenti del 1943, quando Milano diviene oggetto di ripetuti attacchi che ne modificheranno definitivamente il profilo. Una mappa con i luoghi colpiti dai raid è il fulcro di una narrazione che si completa coi cimeli e i reperti bellici (dalle maschere antigas agli ordigni, fino al paracadute “da bengala” usato per illuminare a giorno la città prima dell’attacco) e in una sezione video dove accanto ai filmati originali delle incursioni aeree si affianca la testimonianza del trionfale concerto di riapertura della Scala, diretto da Arturo Toscanini nel maggio 1946. Fu il ritorno alla normalità.

Poi c’è la vita quotidiana in tempo di guerra, le relazioni sociali che nel dramma si rafforzano, gli sfollati, la solidarietà delle mense collettive e l’economia spontanea basata sul mercato nero. I luoghi del fascino sono ancora presenti, ancora incombenti, ancora lontani dall’essere monumenti: l’Albergo Diana, prima sede del comando tedesco, l’Albergo Regina, a sua volta quartier generale nazista a Milano, Villa Triste, teatro di sevizie e torture compiute dalla Banda Koch, reparto speciale della polizia della Repubblica di Salò incaricato di catturare ed eliminare gli oppositori politici, Piazzale Loreto, teatro dell’epilogo dell’egemonia fascista.

E arriva la ricostruzione, entusiasta e contraddittoria che non s’accorse di lasciarsi alle spalle non solo la devastazione ma pure edifici di pregio che, seppure danneggiati solo marginalmente dalle bombe, sono sacrificati alla modernità o alla speculazione. Il vecchio Palazzo Trivulzio, di Palazzo Visconti sul Naviglio, di Palazzo Pertusati Gropallo, del teatro Manzoni di piazza S. Fedele e tanti altri luoghi ormai dimenticati, lasciati alla memoria in bianco e nero.

Milano però sta tornando alla vita. “Aprono nuovi negozi, nascono nuove forme d’impiego, i bambini si dilettano con giochi e giocattoli prima sconosciuti e anche gli adulti riscoprono il tempo dello svago. Si apre la stagione delle balere e delle osterie, ritrovi pubblici fondamentali per rinsaldare il senso di appartenenza a una comunità rinnovata”. Cambia la città, cambia la società che ne rappresenta l’anima, nuovi interessi, nuovi sogni si sostituiscono ai precedenti mentre sorgono nuovi quartieri e nuovi edifici spuntano nel centro cittadino “su progetti degli architetti Moretti, Figini, Pollini, Bottoni, Portaluppi e lo studio BBPR, compare in piazza San Babila la prima cabina telefonica installata in Italia, si afferma la grande scuola del design e Palazzo Reale ospita nel 1953 la mostra monografica dedicata a Pablo Picasso”. Milano, pone le basi per il boom economico e sociale del decennio seguente.

La mostra sarà accompagnata, come è accaduto per le altre rassegne dedicate a Milano, da un ciclo di conferenze, che si svolgeranno sempre a Palazzo Morando.
Info: www.comune.milano.it/sbmwww.facebook.com/SBM.Milano

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