Gattoterapia di Giorgio Pirazzini, un romanzo-terapia

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Chi non ha mai invidiato nella vita il senso di superiore noncuranza, l’eleganza e “l’indifferenza scostante”, per dirla con parole di Francesco Guccini, dei gatti? Più che invidiarli, dovremmo imparare a imitarli. Ce lo insegna Gattoterapia, il nuovo romanzo di Giorgio Pirazzini (Baldini & Castoldi). La storia è quella di un pubblicitario, Lorenzo, fallito e in crisi coniugale che a Londra, dove vive, scopre un circolo esclusivo in cui si pratica la gattoterapia. Una pratica che consiste nell’imitare la sensualità, l’eleganza e l’indifferenza dei gatti. Per questo Lorenzo si porta a casa il gatto Iago e inizia a studiarlo. Un’amicizia che gli insegna a ridare il giusto peso alle cose della vita.

Forse, però, non tutti sanno che la Gattoterapia non è una trovata letteraria, ma esiste davvero. Addirittura viene citata dall’enciclopedia Treccani. C’è una ricca letteratura che la propone come mezzo per vivere meglio e in pace con se stessi. Non solo: alcuni volumi propongono esercizi pratici per scoprire il lato felino che c’è in ciascuno di noi.

Navigando con attenzione, si trovano anche corsi tenuti da psicologi che propongono il gatto come il miglior terapista per l’uomo. Mica male, in cambio di una ciotola piena e qualche carezza, solo ed esclusivamente quando al micio va di essere toccato…

Maria Elisa Gualandris

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