Grandi mostre: Rubens al Palazzo Reale di Milano [FOTO]

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Pietro Paolo Rubens  La scoperta di Erittonio fanciullo 1615 - 1616 Olio su Tela 243,5 x 345,5 cm. Vienna, Palazzo Liechtenstein - The Princely Collections

Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco al Palazzo Reale di Milano è sicuramente l’evento espositivo di questo autunno-inverno. Una mostra di numeri importanti con  oltre 70 opere, di cui 40 del grande maestro fiammingo, riunite grazie a prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni del mondo. “Mi piacerebbe che l’incontro con Rubens lasciasse una traccia della sua natura radiosa, del profondo amore per l’arte e per la vita che lo contraddistingue” , l’auspicio della curatrice Anna Lo Bianco a sottolineare l’aspetto più noto del carattere e dell’arte di questo artista, amabile e saggio, innamorato della moglie e della famiglia, serio e umanissimo, benedetto dalla vita e dalla sua stessa arte.  E se la carnalità della pittura di Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640) è l’evidenza massima della sua straboccante e impetuosa forza vitale, l’artista che come la curatrice evidenzia troppo frettolosamente viene liquidato come “fiammingo” assimilandolo in toto agli artisti del secolo d’oro, è portatore di altre complessità.
Rubens che aveva trascorso anni a studiare il Rinascimento italiano, che consapevolmente  si ispirava a Tiziano, Veronese, Tintoretto, Michelangelo … in una moltitudine di citazioni più che richiami, sortì sui suoi successori un’influenza immensa. “Se l’Italia è stata così importante per Rubensrispondendo alle aspettative nell’incontro con una tradizione alla quale la forza della sua invenzione si sarebbe ispirata – non possiamo altresì non riconoscere che Rubens è stato ugualmente determinante per l’Italia, per tutti quegli artisti di una generazione più giovane che hanno visto in lui un’energia creativa nuova e prorompente. – scrive Lo Bianco nel saggio di catalogo – […] compagni di strada appena più giovani, abbagliati dalle novità di una maniera così prorompente. Accostando tra loro le opere di Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco, fino a Luca Giordano e Salvator Rosa, appare evidente il debito verso l’artista fiammingo, interpretato da ognuno secondo la propria visione”. E sono proprio le eredità raccolte da questi artisti del Barocco, che la mostra pone all’evidenza. sono letteralmente conquistati dalla portata innovativa della pittura di Rubens. In quattro sezioni tematiche: Nel mondo di Rubens; Santi come eroi. Pittura sacra e Barocco; La furia del pennello; La forza del mito, le opere del maestro sono accostate a quelle degli artisti italiani – per scorgerne le affinità e i debiti – e a esemplari di statuaria classica, noti a Rubens, che vi si ispira liberamente.
Il 9 giugno 1600 Rubens parte a cavallo per l’Italia, conoscerà le opere dei grandi del passato, otterrà importanti commissioni. Arriva in Italia che non ha ancora 22 anni, ne ripartirà il 20 ottobre 1608, a cavallo come vi era giunto, per non tornarvi mai più. “L’amore per questo paese e il desiderio di farvi ritorno saranno in lui sempre fortissimi. Il suo insegnamento vive nelle opere dei tanti artisti che ne hanno seguito la strada”. (a.d)
LA SCHEDA
Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco
Milano, Palazzo Reale – Primo Piano Nobile
26 ottobre 2016 – 26 febbraio 2017
A cura di Anna Lo Bianco
Comitato scientifico: Eloisa Dodero, David Jaffé, Johann Kraeftner, Anna Lo Bianco Cecilia Paolini, Alejandro Vergara.
Info: 199.15.11.21 (dall’estero 02 89096942)
(dal lunedì al venerdì 9.00-18.00; il sabato 9.00-12.00) www.palazzorealemilano.it – 
www.mostrarubens.it.

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