La ragazza del treno: RECENSIONE

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Non era sicuramente facile rendere sul grande schermo un thriller psicologico come “La ragazza del treno” di Paula Hawkins. Nella regia Tate Taylor mantiene la struttura del libro, con una sorta di “racconto corale” affidato alle tre donne protagoniste della storia. Ovviamente, come spesso accade, la trama è stata semplificata ed è stato necessario abbreviare o eliminare alcuni passaggi.
Tutto sommato, credo che il risultato sia abbastanza comprensibile anche per chi non ha già letto il romanzo.Cambia (sinceramente non ho capito il perché) l’ambientazione viene spostata dalla Londra del libro a New York.

Ho letto diverse critiche sulla scelta di Emily Blunt che sarebbe troppo bella e magra per interpretare Rachel, la protagonista, alcolizzata e trasandata. Effettivamente anche io ho fatto la stessa riflessione, ma l’interpretazione di Blunt è comunque convincente.

Il risultato è di un film che ha un buon ritmo e che appassiona, che mi sento di consigliare.

Maria Elisa Gualandris

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