Renoir tra le donne: una mostra imperdibile, a Barcellona

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Pierre-Auguste Renoir (Limoges 1841 Cagnes-sur-Mer 1919) ha vissuto 78 anni, dipingendo sino alla fine dei suoi giorni, quando, colpito da una forma dolorosissima di artrite, si faceva legare il pennello al polso, e ritraeva nel buen retiro di Cagnes, quello che aveva intorno (famigli e servette) o in mente (le bagnanti) . Soffriva e produceva bellezza, perché per lui, “l’artista che non ha mai fatto un brutto quadro”, dipingere e vivere era la stessa cosa e dipingere le donne era stata, da sempre, la sua privilegiata ricerca della verità, i tratti femminili incarnazione vivente dell’arte. E così nella sua lunga carriera, Renoir dipinse la moglie, le amanti, le amiche. Si affidò anche a modelle professionali, ma non disdegnò mai le ragazze di strada, né le attrici o le grandi borghesi. Fu il modo di ritrarle che mutò col tempo, e con esso l’idea di un universo femminile mai immutabile.

LE RAGAZZE MODERNE

Un percorso ampiamente sondato nella mostra “Renoir entre mujeres. Del ideal moderno al ideal clásico” allestita fino all’8 gennaio 2017 alla Fundación Mapfre di Barcellona, dove tra la settantina d’opere in arrivo dalle collezioni del museo d’Orsay e dell’Orangerie spicca quel Bal du Moulin de la Galette che dell’Impressionismo è manifesto e di Renoir l’opera più conosciuta, anche dai disattenti. Quel ballo “che non può essere visto senza provare brividi di un piacere quasi agonizzante“, come scrisse un giornalista catalano all’arrivo, giusto cento anni fa, di una mostra a Barcellona dedicata all’Impressionismo. Eccole allora le ragazze moderne del Bal du Moulin (1876), le ragazze della “terza repubblica”, perse nei giochi di seduzione delle feste galanti, anche se nel dipinto gli uomini perdono importanza per far posto a un mondo esclusivamente femminile. Renoir crea qui un’immagine originale, riconoscibile a ridefinire la donna ideale della fine del XIX secolo e all’inizio del ventesimo secolo.

LE MUSE E LE MADRI

renoir-nudo-paesaggioLa mostra, che è organizzata in dieci sezioni, presenta però differenti modelli femminili e dalla Parigi degli anni Settanta delle ragazze del Bal du Moulin de la Galette (1876) si passa al decennio successivo quando l’artista, già in polemica con gli Impressionisti, inizia a concentrarsi sul tema del nudo femminile riflettendo nei suoi dipinti l’ammirazione per il lavoro di Ingres, Raffaello, Tiziano, Veronese. I suoi nudi sono impregnati di una sensualità che non va via con questo ritorno al classicismo. Lavoro chiave di questo momento è “Donna nuda in un paesaggio” (1883), dipinto l’anno dopo il suo ritorno in Italia e nel quale il disegno dalla linea ferma contrasta con la spettacolarità della tecnica impressionista che adopera per paesaggio in cui la figura si erge. Ma donna, per Renoir è anche casa. E’ così che nel 1885, l’anno della nascita del figlio Pierre, l’emblema femminile assume un carattere più intimo, familiare e senza tempo, allora dipinge Aline, la moglie, che in un abbraccio d’amore allatta il figlioletto al seno.

NINFE O BAGNATI?

Ma anche questa parentesi è destinata a chiudersi: Renoir che aveva immortalato i volti e corpi ripresi dalle strade e daii salotti di Parigi nei suoi ultimi anni ricrea l’atemporalità di Arcadia, dove bagnanti e ninfe diventano le principali figure delle sue composizioni e dove classicismo e modernità convivono in una sorta di tensione. Nel 1918, quando dipinge Les Baigneuses [Bagnanti], Renoir ha settantotto anni. Fino ad ora lo abbiamo conosciuto come un grande rappresentante dell’impressionismo au plein-air, ma adesso l’artista per riflettere sulla vita moderna trova la chiave nella classicità della rappresentazione di una donna senza tempo che si fonde con la natura.
Per meglio comprendere la peculiarità del lavoro di Renoir e di come ha influenzato il lavoro dei suoi contemporanei, in mostra troviamo anche opere di Vincent Van Gogh, Maurice Denis, Edgar Degas, Pierre Bonnard, Maillol, Henri-Edmond Cross e Pablo Picasso, anche queste in arrivo dalle collezioni dei musei d’Orsay e l’Orangerie.

(Antonella Durazzo)

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La scheda:

Renoir entre mujeres. Del ideal moderno al ideal clásico” , 17 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

Fundación Mapfre (Casa Garriga i Nogués, C/ Diputació, 250Barcelona)

Curatori: Guy Cogeval e Pablo Jiménez Burillo

Curatore scientifico: Paul Perrin, conservatore del dipartimento di pittura, Musée d’Orsay.

Web – http://exposiciones.fundacionmapfre.org/renoirentremujeres/

Facebook   – http://www.facebook.com/fundacionmapfrecultura

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Instagram – www.instagram.com/mapfrefcultura

Hashtag   #renoirentremujeres

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