Tanto Banksy non si svelerà mai

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Perché periodicamente ci sia qualcuno che affermi d’aver visto e identificato Banksy è un mistero di questi tempi troppo narcisi per comprendere la voglia di un artista di mostrare di sé solo quello che è capace di affermare con la sua arte. Accade in Italia con la scrittrice Elena Ferrante e l’ultima e “smentita” rivelazione sulla sua identità, accade da sempre con il misterioso graffiato britannico, periodicamente “avvistato” da qualcuno, neanche fosse un Ufo in volo sopra l’area 51.
Il fatto è che Banksy, pare sia stato nuovamente identificato. A risolvere – dice lei- il mistero è una australiana che afferma di aver immortalato l’artista col cellulare, riprendendolo in un vicolo buio mentre sta dipingendo su un muro. Come video dimostra (QUI) l’uomo scappa subito mentre la donna avvicinandosi al graffito che raffigura una politica australiana anti immigrazione, tale Pauline Hanson, scorge a lato la firma di di Banksy.

Potrebbe essere tutto falso, dice il Daily Mail, visto che la firma è fatta con la tecnica dello stencil che Banksy non usa per firmare. Siccome alla dietrologia non c’è mai fine non manca chi afferma che si tratti di una trovata pubblicitaria per sviare l’attenzione dall’ultima rivelazione circa l’identità dello street artist, secondo la quale Banksy sarebbe nientemeno che Craig William, il leader del gruppo musicale Massive Attack. Ma è proprio tanto importante sapere chi sia Banksy?
L’artista più sfuggente non si svelerà mai, probabilmente. Colui che ha tappezzato la natia Inghilterra con le sue immagini anti sistema e, non appagato, le ha portate in mezzo mondo: dagli States, a Berlino, fino al  muro della vergogna in Cisgiordania, l’artista che ha fatto irruzione nei musei “ridefinendone” i messaggi, il writer tanto capace di denunce amare che di tenerezza; è sulla breccia da una ventina d’anni, che bisogno ha di svelarsi? Che lo faccia di sua sponatanea volontà è del tutto improbabile, non che abbia la sindrome del supereroe (o anche) ma rivelare al mondo la sua vera identità, oltre a far cadere la sempre attraente cortina di mistero potrebbe costargli un bel po’ di denaro. Ci sono Paesi, e soprattutto marchi che potrebbero essere ben disposti a intentargli cause milionarie. Tanto per fare un esempio ci chiediamo quanto Disney e McDonald abbiano potuto gradire la famosa opera dedicata alla guerra del Vietnam e che raffigura la celebre immagine della bambina in fuga, vittima del napalm, correre mano nella mano con Topolino e Ronald McDonald. Un’immagine potentissima, straordinariamente efficace. Che il suo autore abbia un volto noto o no, è francamente del tutto ininfluente. (A.D)

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